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Ora siamo all’ultimo anno del progetto e la maggior parte delle attività sono state svolte con successo. Ecco i risultati principali.

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documenti e ai video!

 

Attività di Human Dimensions

Per la conservazione dei grandi carnivori è necessario trovare un compromesso tra le esigenze delle popolazioni degli animali selvatici e le attività umane. Per questo motivo, nel progetto LIFE EX-TRA è stata posta particolare attenzione al tentativo di sviluppare un dialogo tra le autorità competenti e le comunità locali. In ogni Paese, mediante il ricorso a metodi propri delle scienze sociali sono stati individuati i problemi più urgenti e i principali gruppi d’interesse coinvolti dalla presenza dei grandi carnivori.

 

In Italia il problema principale nelle aree protette è rappresentato da una sensazione di mancata rappresentanza e considerazione delle opinioni dei differenti gruppi d’interesse da parte delle autorità locali. In Romania la questione centrale è costituita dalla necessità di istituire un sistema funzionale per l’indennizzo dei danni al bestiame domestico causati dai grandi carnivori. In Bulgaria si è cercato di attenuare una situazione di emergenza con le comunità locali generata dall’attacco da parte di un orso a una persona.
In Grecia il problema principale, identificato nella fase di analisi, è costituito dalla convinzione degli allevatori e dei cacciatori che i grandi carnivori siano stati reintrodotti dall’uomo.

Sulla base di questi risultati sono stati organizzati 95 incontri con diversi gruppi di interesse; a seconda dei temi affrontati, questi incontri hanno visto coinvolti la popolazione residente, i rappresentanti delle autorità locali, gli allevatori di bestiame, i cacciatori , i rappresentanti delle assicurazioni dello Stato, etc.

In tutti i Paesi del progetto c'è stato un generale apprezzamento da parte dei gruppi di interesse del processo intrapreso dalle autorità locali e dalle ONG; un processo che non rappresenta un’iniziativa isolata, ma un nuovo approccio per condividere le scelte gestionali. Questo ha generato un miglioramento complessivo dei rapporti tra i gruppi d’interesse e le autorità locali, ed è probabile che i benefici positivi sulla conservazione del lupo e dell'orso dureranno oltre la fine del progetto.

 

 

Attività di Human Dimensions

Attività di Human Dimensions

Monitoraggio di lupo e orso

Il monitoraggio delle popolazioni di orso e lupo è continuato costantemente per tutta la durata del progetto. Le principali tecniche utilizzate sono state la ricerca di tracce sulla neve, la tecnica dell’ululato indotto, la raccolta degli escrementi e dei peli per le analisi del DNA, e l’uso di fototrappole. Sono ora disponibili i risultati dettagliati riguardanti la distribuzione e il numero di carnivori presenti nelle aree del progetto.

 

 

 

 

 

 

Monitoraggio di lupo e orso

Monitoraggio di lupo e orso

Monitoraggio e gestione degli ungulati

La presenza degli ungulati selvatici è importante per la conservazione dei grandi carnivori; diversi studi dimostrano infatti che nelle zone dove sono stati effettuati ripopolamenti di ungulati selvatici, si è sensibilmente ridotta la predazione del lupo sugli animali domestici. Per questo motivo in Italia e Romania durante il primo anno del progetto è stata effettuata una valutazione della densità degli ungulati selvatici nelle aree di progetto. Sulla base di questi risultati sono state pianificate e realizzate le conseguenti azioni gestionali. In Italia, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sono stati rilasciati 54 cervi, venti sono stati muniti di radio collare GPS e ne sono stati monitorati gli spostamenti. Nelle stesse zone lungo 58 km di strade sono stati istallati dei dispositivi ottici per prevenire le collisioni degli animali selvatici con i veicoli.

In Romania per la conservazione degli ungulati selvatici sono stati costruiti 24 punti di alimentazione artificiale e 2 punti di osservazione e sono state organizzate delle squadre per attività di antibracconaggio. In questo Paese, e non solo, il bracconaggio è uno dei fattori principali di mortalità per il lupo e per l'orso.


 

 

Monitoraggio e gestione degli ungulati

Monitoraggio dei danni e formazione di veterinari

Durante lo svolgimento del progetto sono stati costantemente monitorati tutti i danni causati da lupi e orsi su bestiame, frutteti e colture. Le informazioni acquisite sono state archiviate in specifici database. I dati sui danni sono stati messi in relazione con le informazioni sulla presenza e distribuzione dei grandi carnivori per costruire un modello GIS che identifica le aree di maggior conflittualità dove è necessario concentrare le misure di prevenzione dei danni.

Nei quattro anni del progetto sono stati organizzati 10 corsi di formazione per i veterinari e i tecnici locali sulle tecniche per l’accertamento delle cause di mortalità del bestiame domestico, per il riconoscimento delle false predazioni, per decidere se il danno deve essere indennizzato, e per il corretto utilizzo degli strumenti di prevenzione.

Sette corsi si sono svolti in Italia, uno in Bulgaria, uno in Grecia e uno in Romania. Questi corsi hanno riscosso un grande successo, e dato che il numero di domande di partecipazione era sempre superiore ai posti disponibili sono stati realizzati più corsi del previsto. I corsi sono stati coordinati dal veterinario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

E’ stato inoltre prodotto e tradotto in tutte le lingue del progetto un manuale operativo per l’accertamento dei danni al bestiame domestico causati dai predatori, consultabile e scaricabile dal sito web del progetto.

Monitoraggio dei danni e formazione di veterinari

Incoraggiare l’uso dei metodi di prevenzione

Al fine di contribuire alla prevenzione dei danni causati da lupi e orsi sono stati realizzati i seguenti interventi:

Nel Parco Nazionale Monti Sibillini sono stati istallati 15 recinti elettrici per la protezione del bestiame domestico. Questo intervento ha determinato una riduzione dei danni del 67% nelle aziende interessate. Come conseguenza di questo risultato positivo e del grande apprezzamento dell'azione da parte degli allevatori locali, l’Ente Parco ha deciso di cofinanziare l'acquisto di ulteriori 16 recinti elettrici con fondi propri.

In Romania sono stati affidati agli allevatori locali 12 cuccioli (6 coppie) di cani da difesa del bestiame domestico. I cani stanno crescendo e i loro cuccioli verranno donati ad altri pastori locali.

In Bulgaria sono state installate 90 recinzioni elettrificate per proteggere il bestiame e gli alveari, registrando un enorme successo tra gli agricoltori e gli allevatori locali. Inoltre, il Ministero dell'Ambiente e delle Acque (partner del progetto) ha compreso che è più conveniente investire nella prevenzione che indennizzare i danni, per cui ha acquistato, con propri fondi, altre 90 recinzioni che sono state distribuite nella zona.

Oltre alla distribuzione di strumenti di prevenzione dei danni, il progetto ha incoraggiato l'uso dei cani da difesa con azioni che ne garantiscano l’impiego anche dopo la fine del progetto. Per questo motivo in Italia, il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini hanno istituito una importante collaborazione con un’associazione locale di allevatori di cani che promuove intensamente l'uso di questi animali e assiste i pastori nell'impiego e nella selezione di cani di alta qualità. Fino ad ora questa rete ha coordinato lo scambio di 61 esemplari di cani da difesa tra gli allevatori.

In Grecia è stata istituita una rete per lo scambio di cani da difesa del bestiame domestico in collaborazione con i progetti LIFE PINDOS/GREVENA (LIFE07NAT/GR/000291) e LIFE ARCTOS/KASTORIA (LIFE09NAT/GR/000333). Nell’ambito di questi progetti è stato avviato un centro di allevamento di cani da difesa, sono state realizzate attività di informazione per gli allevatori di bestiame, ed è stato promosso lo scambio di 30 cani tra gli allevatori locali.

In Romania è stata effettuata una campagna informativa per i pastori sull'uso di cani da difesa in collaborazione con le associazioni locali di allevatori di cani. In futuro, il rapporto stabilito con queste associazioni garantirà non solo un più facile accesso degli allevatori di bestiame all'acquisto dei cani da difesa, ma anche un efficiente trasferimento di know-how sul loro allevamento e addestramento.

Nel maggio 2012 è stato organizzato un workshop in Grecia per discutere tutti gli aspetti riguardanti l'utilizzo dei cani da difesa come strumento di prevenzione dei danni. Questo workshop ha rappresentato un'occasione per riunire i tecnici coinvolti nel lavoro con i cani da difesa nell’ambito dei progetti COEX e EX-TRA e per confrontarsi sulle esperienze acquisite e sulle lezioni apprese.


 

 

 

 

Incoraggiare l’uso dei metodi di prevenzione
Incoraggiare l’uso dei metodi di prevenzione
Incoraggiare l’uso dei metodi di prevenzione

Gruppo di Intervento per l’Orso

In tutti e quattro i Paesi sono stati istituiti dei Gruppi di Emergenza per l’Orso (BET) con lo scopo di intervenire e gestire efficacemente le situazioni di conflitto tra gli orsi e le attività umane. Dopo una prima fase dedicata alla formazione del personale coinvolto, ogni Paese ha sviluppato un proprio protocollo che costituisce lo strumento operativo al quale fare riferimento per gli interventi da realizzare.

Ogni squadra è pronta ad intervenire nel più breve tempo possibile in caso di necessità, ed è dotata di armi che sparano petardi o proiettili di gomma (utilizzati per allontanare gli orsi), trappole per la catturare degli animali e fucili che sparano tranquillanti per sedare gli animali.

Nei parchi nazionali Italiani in cui è stato attuato il progetto non c’è una popolazione stabile di orso, quindi i Gruppi di Emergenza per l’Orso sono stati istituiti per ragioni preventive, al fine di disporre degli strumenti adeguati in caso di eventuali conflitti che dovessero coinvolgere questo animale. Nel corso del progetto sono stati effettuati 34 interventi in Romania, 30 interventi in Grecia e 52 in Bulgaria. In tutti questi casi, in assenza dell’intervento delle squadre locali, ci sarebbe stata la morte dell’orso o perché catturato in una trappola messa dai bracconieri, o per via della persecuzione da parte dell’uomo. Pertanto il progetto ha contribuito a salvare un elevato numero di orsi.

I Gruppi di Emergenza per l’Orso stanno continuando la loro attività con fondi propri e rappresentano quindi uno strumento estremamente importante per la protezione degli orsi.


 

 

 

Gruppo di Intervento per l’Orso

Attività di divulgazione

Tutto il progetto è stato accompagnato da attività di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull’importanza della conservazione dei grandi carnivori. Sono stati prodotti opuscoli informativi, poster e un CD sul lupo, sull’orso, sui cani da difesa, e sulle recinzioni elettrificate. Questi materiali sono stati distribuiti nelle scuole, negli edifici pubblici, nelle fiere, nei mercati, e nelle riunioni con i gruppi d’interesse. Le attività realizzate e i risultati ottenuti dal progetto sono stati esposti in più di 20 incontri pubblici e fiere raggiungendo migliaia di persone.

Il convegno finale del progetto LIFE EX-TRA ha avuto luogo nel Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga (10-12 ottobre 2012) e si è concentrato sull’importanza della gestione partecipativa; al convegno hanno partecipato oltre 100 persone provenienti da 16 Paesi diversi e l’evento ha rappresentato un momento importante per lo scambio di esperienze maturate in diverse aree del mondo.

Il carattere internazionale del progetto ha permesso un intenso scambio di esperienze tra tutti i partner. Sono stati organizzati 19 viaggi tra i diversi Paesi protagonisti del progetto, durante i quali i partecipanti hanno avuto la possibilità di imparare come affrontare e risolvere specifici problemi legati alla conservazione dei carnivori.