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Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga

I lupi sono sempre stati presenti nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (150 000 ha) ma il loro numero è andato riducendosi  fino ai primi anni '70. Negli ultimi anni la popolazione è tornata a crescere e il Parco ospita ora una popolazione stabile di lupo. La consistenza è stimata dal 2006 con la tecnica del “wolf howling”, che prevede l’emissione di stimoli acustici che provocano la risposta di branchi di lupi o di individui nelle vicinanze. I dati raccolti nel 2009 hanno rivelato la presenza nel territorio di 12 nuclei riproduttivi . Prevedendo che, mediamente, ogni nucleo sia composto da 4-5 individui, oltre ad un numero minimo di individui singoli  o  in dispersione, la popolazione di lupi nel territorio del Parco è stimabile tra i 65 e gli 80 esemplari. Ciò significa che il territorio del Parco ospita una delle popolazioni di lupo più significativa di tutta l'area di distribuzione italiana dell’animale.
I dati sugli orsi sono scarsi e si riferiscono all’individuazione di poche tracce e di altri segnali registrati negli ultimi anni. Secondo le informazioni attualmente disponibili non è possibile confermare la presenza di orsi nella zona. Tuttavia, vista l'importanza del territorio del Parco, come una possibile area di espansione della popolazione madre del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, la raccolta di dati circa la presenza dell'orso rientra tra i principali obiettivi del  progetto LIFE EX-TRA.

Parco Nazionale Monti Sibillini

Anche nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini (70 000 ha) i lupi sono stati sempre presenti, anche negli anni Settanta ed Ottanta, quando la popolazione ha raggiunto il suo numero minimo a livello nazionale. L’area ha probabilmente rappresentato per un lungo periodo il limite settentrionale dell'areale di distribuzione.

La popolazione di lupo è stata monitorata negli anni 2003, 2004 e 2008 mentre la valutazione della nuova popolazione è stata avviata nel quadro del progetto Life EX-TRA. Le informazioni disponibili fino ad oggi suggeriscono l’idea di una popolazione in forte crescita: infatti, il numero di nuclei registrati è aumentato dai 3 del 2003 ai 5- 6 del 2008, con un numero totale stimato di 27 individui. La specie è omogeneamente distribuita nel territorio del Parco e nuclei aggiuntivi sembrano essere presenti in zone limitrofe.

L'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) risulta estinto nei territori del Parco Nazionale dei Monti Sibillini fin dalla metà del XIX secolo. Il ritorno di individui isolati è stato confermato negli ultimi 15 anni attraverso il recupero di tracce differenti. Dal 2006 è confermata la presenza di un orso maschio, i cui movimenti sono costantemente monitorati. La sua area di interesse è stata stimato in 335 km2, il che significa che esso si sposta anche in zone esterne al perimetro del Parco.

Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano

Nel territorio del Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano (22 726 ha), l'interpretazione integrata dei risultati ottenuti attraverso tecniche di monitoraggio indiretto, negli ultimi anni (dal 2001 al 2006), ha consentito la stima della presenza di quattro branchi di lupi, con una media di tre individui per nucleo. Tali individui sembrano essere distribuiti con una certa omogeneità nell’intera estensione del Parco, con una densità di 2 esemplari per 100 Km quadrati. Negli ultimi anni gli animali hanno fatto registrare un’attività riproduttiva che fa supporre che la loro popolazione sia oggi in aumento. In questa zona l’orso si è estinto tra il 1700 e il 1800.

Minacce e problemi

Le principali cause di vulnerabilità di lupi ed orsi, fuori come all'interno delle aree protette, sono legate alle interazioni con le attività umane. La presenza di predatori causa conflitti con le attività di allevamento allo stato brado, naturalmente più esposto alla predazione. L'uccisione del bestiame da parte dei carnivori selvatici causa, da sempre, forti sentimenti negativi negli allevatori e nei pastori, dando luogo a diverse forme di persecuzione.

La persecuzione dei lupi è anche legata alla competizione con le attività di caccia degli ungulati selvatici.

Il bracconaggio è effettuato con armi da fuoco, trappole e veleni, fenomeno, quest’ultimo, che è andato aumentando fortemente negli ultimi anni. L’uso di esche avvelenate costituisce una grave minaccia anche per gli orsi, come dimostrato malauguratamente da diversi episodi avvenuti negli ultimi anni nel Centro Italia. Vista l'esiguità della popolazione di orsi, la perdita anche di un solo animale ha un forte impatto sulla conservazione di questa specie.

Per entrambe le specie, infine, l'interferenza con le attività umane può tradursi in minaccia. Lo sfruttamento delle foreste causa di disturbo nonchè della frammentazione degli habitat, in una geografia già di per sé disomogea del Paese. Anche la rete viaria  e l'apertura di nuove strade rappresenta un pericolo per le possibili collisioni con gli automezzi in transito.

 

Credits: Pina Leone

 

Credits: Gino Damiani

 

Credits: Gino Damiani

 

Credits: Umberto Di Nicola -PNGSL Archive

 

Credits: Paola Fazzi

 

Credits: Umberto Di Nicola -PNGSL Archive

 

Credits: Paola Fazzi

 

Credits: Annette Mertens